05 dicembre, 2013

A Natale regala una boule elettrica: utile e cheap

Le amiche freddolose potrebbero essere contente di ricevere come regalo di Natale una boule elettrica ricaricabile. Soprattutto se la buole è anche carina, come quella griffata Hello Kitty (foto) che ho appena regalato ad Alessandra per il compleanno. Un'amica che si muove in scooter, in inverno la usa per scaldarsi durante gli spostamenti, appoggiandola sul ventre. "Così non arrivo intirizzita" mi ripete. In pratica, ci mette le mani sopra ogni volta che si ferma a un semaforo.
Di buole ne esistono di varie forme e colori. Ne ho viste rotonde, rettangolari e quadrate. Con disegni simpatici, a righe, a quadretti o più sobria a tinta unita, per esempio blu. Poi, quelle rosse a forma di cuore possono andar bene per il/la fidanzato/a.
La boule elettrica, versione tecnologica della classica borsa dell'acqua calda, non solo è un oggetto utile - diventa bollente in 10 minuti e rimane tale per circa 6 ore - ma costa anche poco. Al supermercato la trovi per una cifra intorno ai 10 euro o poco più. Quindi, per un regalo economico, come il solito "pensierino" per dire "buon Natale", forse è la scelta giusta.

Certo, un libro è un cadeau più raffinato, ma se non conosci bene i gusti letterari di chi riceverà il dono, la scelta del titolo diventa un azzardo. Meglio un evergreen o un autore emergente? Meglio un romanzo storico o uno romantico? Meglio un giallo o un qualcosa su vampiri e zombie? Bisogna conoscere bene il lettore a cui è destinato il tomo e incrociare le dita nella speranza che la persona non abbia già letto proprio il vostro libro-regalo. Allora, vi ho convinto? Che ne dite, vi piace l'idea di regalare una boule? Le ragazze con forti dolori mestruali, abituate a usare una borsa dell'acqua calda per calmare i crampi alla pancia, ve ne saranno grate.

04 dicembre, 2013

Crema per il viso, meglio in tubo o in vasetto?

Vasetto o tubo per le creme del viso? La preferenza del contenitore dipende dal sesso e dall'età del target. Le donne mature puntano sul vasetto, soprattutto quando si tratta di un trattamento anti-rughe, gli uomini sono abituati al tubo di crema: veloce, pratico, senza complicazioni. Non a caso, il packaging è studiato per comportamenti diversi: le signore passano più tempo davanti allo specchio, impegnate nel trucco. Hanno voglia di perdere qualche secondo per girare il tappo e osservare il composto prima di stenderlo. Chi usa il vasetto si ferma a sentire l'odore e la viscosità della sostanza. Gli uomini, invece, dopo la barba, preferiscono sbrigarsi "in un clic" del dispenser.  

C'è poi il fattore "gestualità". Il pick-up, ossia il prelievo con i polpastrelli, offre una sensazione di soddisfazione in più: chi ha una pelle secca, ha piacere nel toccare una crema corposa. Chi ha la pelle grassa, ha la stessa percezione con un prodotto fresco e leggero. Ma a volte sono gli ingredienti a imporre il tipo di contenitore: se la crema è instabile alla luce o all'ossigeno deve stare nel tubo, per questo motivo la maggior parte dei solari è commercializzata nei flaconi. Un altro vantaggio dell'erogatore del tubo? Permette di formulare il prodotto con meno conservanti. Alla fine, quale delle due opzioni è la migliore? Non lo so proprio.

Foto di Daniela Vladimirova

Reggiseno con i buchi

Valentina Crosato segnala questo reggiseno su Twitter. Mi sa che manca un po' di stoffa, o no?
Mi domando: anche la mutanda avrà il buco a forma di cuore?

03 dicembre, 2013

La rivincita sulla prof (con le unghie)

Incontro un vecchio compagno di liceo, dopo tanti anni. Entrambi abbiamo un lavoro che ha a che fare con la scrittura e così lui si mette a parlare di scuola e della prof di italiano, latino e greco (una sola persona).
- Ti ricordi che nel primo tema, in quarta ginnasio, sei stata l'unica a prendere un 10? - dice lui.
- No, non me lo ricordo. Mi ricordo la guerra psicologica con la prof di italiano.

Già al tempo del liceo non ero una ragazzina plasmabile. Non mi facevo influenzare. Ragionavo con la mia testa e spesso esponevo le mie opinioni. Sempre controcorrente. Alla prof tutto questo non piaceva. E così, dopo una prima settimana di idillio con l'insegnante, sono iniziati i disaccordi tra noi e di conseguenza i dispetti.

Le davo fastidio come potevo. Sapevo che non sopportava le unghie colorate, per cui ogni giorno arrivavo in classe e le mostravo le mie unghie dipinte, a mo' di arcobaleno. Per esempio, una mano di colore giallo e una mano arancione. Oppure ogni dito con una nuance diversa, ovviamente accesa: dal verde smeraldo, al nero, fino al fucsia, prendendo in esame tutto lo spettro cromatico.
Siamo andate avanti così per due anni. Poi, finito il ginnasio, ho cambiato professori e non ho avuto più bisogno di usare smalti "elettrici". Le mie unghie sono tornate candide, senza niente.
In prima liceo, quando l'ex prof del ginnasio mi ha vista senza smalto, mi ha chiesto:
- Come mai non hai le unghie colorate?
Ho risposto in modo schietto:
- Mettevo lo smalto per provocarla e infastidirla. Adesso non è più necessario.
Alunna batte prof: uno a zero.

Foto di Ricostruzione Unghie Bologna

28 novembre, 2013

Do lezioni di uncinetto, aiuto!

Il gilet che mi sono fatta da sola all'uncinetto ha avuto un successo inaspettato. Prima sono arrivati i complimenti e poi le richieste per imparare il lavoro. "Ci insegni a lavorare all'uncinetto? - mi dicono le amiche in coro -. Dài!". E così, mi lascio convincere e do lezioni. E' ovvio che mi tocca il ruolo della maestrina. Cosa che non amo. Perché mi manca la pazienza e da perfezionista temo di essere severa - troppo severa - e di non riuscire a trasmettere il mio sapere. Inoltre, c'è un altro fattore da considerare: per arrivare a confezionare un capo, bisogna diventare per lo meno "bravini". La destrezza non si raggiunge in un attimo. Ci vogliono esercizio, pratica e tempo dedicato a "intrecciare" lana o filo. Alla seconda lezione nessuno può programmare la manifattura di qualcosa, gonna, borsa, copertina che sia. Riuscirò a farlo capire alla amiche senza scoraggiarle?

26 novembre, 2013

Cena di coppia, la difficoltà di mangiare la stessa pietanza

Quando si tratta di cibo ho qualche problema. Non mi piace la pasta, a eccezione di lasagne, pesto e tortelli. Odio il sugo di pomodoro (la mia pizza è sempre bianca). Non mangio verdure, frutta e molti dolci. E se proprio devo scegliere un menù, mi butto sul junk food: patatine fritte con maionese (tanta maionese) rappresentano il mio piatto preferito. Bene. Partendo da questi presupposti mi aspetto che il fidanzato sia elastico e che si adatti alla mia alimentazione, scegliendo il piatto che va bene a entrambi.

Illusione. A tavola lui è più esigente di me. Con lo slogan "Mai carboidrati la sera" non posso portarlo in pizzeria. Se gli propongo carne, mi risponde che la vuole bianca. Insomma, bistecca addio. Le patate le adora, ma non le mangia per non ingrassare.... 
Allora che cosa rimane? Il sushi. Quello è ok. Ma posso mangiare pesce crudo 5 volte la settimana? L'alternativa non c'è. Così, lui mastica un'insalata piena di ingredienti allucinanti, dall'uva passa (bocciata) alle noci, dal mais all'avocado, mentre mi faccio una cotoletta con le patate al forno. Anche a casa ognuno ha il suo piatto. Diverso per forza. 

12 novembre, 2013

Il libro di Keanu Reeves? Un album da colorare

Tutti conoscono Keanu Reeves come attore, regista (ha diretto il film "Man of Tai Chi" che va malino al botteghino) e imprenditore (produce moto), ma pochi sanno che è anche un poeta. Poeta? Quando nelle librerie di Los Angeles ho chiesto "il libro di poesie di Keanu Reeves" i commessi mi hanno guardata di traverso, pensando "questa è pazza". Eh sì, perché il volume pubblicato nel 2011 a firma di Keanu, dall'editore tedesco Gerhard Steidl, ha riempito la rete di articoli e post. Tutti lo hanno definito un capolavoro di poesie. Titolo: "Ode to Happiness". Così, mi convinco: voglio leggerlo. E immagino un qualcosa di simpatico, un po' alla Trilussa.
Ad accontentarmi è la Book Soup di Sunset Blvd: lo cerca online e me lo ordina con consegna entro 24 ore. Prezzo: 59 dollari. Ok, accetto.

Ma la sorpresa è dietro l'angolo. Appena ho in mano il titolo tanto desiderato, lo apro, sfodero quello che appare come un "libretto" dall'elegante custodia in tessuto grigio e rimango di stucco. Non ci posso credere: è un album da colorare! I disegni sono "minimal", pochi tratti neri per lasciare spazio ai pennarelli. Pure la carta - su cui sono stampate al massimo due frasi per pagina - è quella da disegno: ruvida e porosa. Sono sotto shock. Peccato che insieme al volume non abbia preso anche i pastelli. 

La dedica più bella del mondo

Il fidanzato mi regala l'agenda del 2014 e ci tiene a farmi una dedica. Ecco che cosa ha scritto per me. Ammore!