27 marzo, 2015

Messaggi da uno psicopatico


Messaggi senza senso ricevuti su Whatsapp. Parole allucinanti che non capisco. Collegate a che cosa? A quale discorso? Boh. Frasi deliranti che sembrano partorite da un folle sotto l'effetto della droga. Mi è successo anche questo. E a ogni bip del telefono ho detto tra me e me: "Dio ti ringrazio per avermi salvata da uno psicopatico".

Uno che sembra normale, incapace di decifrare i messaggi ricevuti nel modo corretto. In ogni mia parola, lo psicopatico vede il marcio. Soltanto il marcio. Soltanto la cattiveria. Interpreta secondo il suo schema, per cui tutti pensano male, tutti si comportano male, tutti vogliono qualcosa da lui, tutti lo assillano e lo torturano. Il bene? Non esiste oppure è un'illusione.

La colpa è mia perché gli ho scritto per informarlo di una cosa che avrebbe dovuto fargli piacere. Mai mi sarei aspettata un attacco personale. Invece, lui, con la sua mente bacata, ha pensato altro. Poverino. Mi dispiace per lui, ma da un soggetto simile è meglio stare alla larga.

26 marzo, 2015

I miei menu? Mai scontati


La prossima settimana sono in ferie. Programmi: uscite tutte le sere (già due eventi fissati per lunedì e martedì), pulizie speciali, tagliando scooter e una cena a casa mia, con le amiche. Ho tutto il tempo che voglio per cucinare. Le ragazze sono entusiaste. Il menu le incuriosisce. Di certo, non è un  menu classico. Alcune mi chiedono: "Ma che piatti sono?". E mi viene da ridere.

Antipasto leggero: vol-au-vent con gamberetti, zucchine e tofu. Una delle ragazze non può mangiare latticini, per cui sostituisco la besciamella con il tofu.

Piatto unico: bourguignonne di carne bianca e rossa con salsine di tutti i tipi, anche la mia preferita, ossia quella al tamarindo.

Contorno: patate al forno e crudités.

Dessert: baklava.

Il tutto innaffiato da un bianco siciliano, il Colomba platino, per aperitivo, e Morellino di Scansano per la carne.

Il dolce è da preparare il giorno prima perché così è più buono. La ricetta richiede due ore di tempo, comprando la pasta fillo surgelata. Solo per il passaggio in forno il baklava ha bisogno di cuocere un'ora a bassa temperatura.

Spero di fare bella figura con le ragazze!

25 marzo, 2015

La mia prima bachata, evviva!


L'amica mi convince: "Andiamo a ballare latino"
. Ancora la ricordo. Lei, alla sua festa di compleanno, mentre si esibisce in una salsa e dà spettacolo in pista. E noi invitati, incapaci di danzare i balli caraibici, rapiti dai suoi movimenti sensuali. So che non è facile ballare la salsa, ma ci voglio provare. Sono un po' preoccupata perché non ho una buona coordinazione nello spostarmi, perdo il tempo anche in discoteca, ma ok: facciamo un tentativo.

Mi spiegano i passi e capisco che la salsa è improponibile per una alle prima armi: troppi passi da contare. Invece, la bachata è più facile e anche più lenta. Va bene, vada per la bachata. Scendo in pista con un cavaliere d'eccezione, bravissimo. Un amico di quelli dolci e disponibili. Se sbaglio, lui mi riprende. E mi diverto come una matta. Sorrido. Wow!

Lui mi stringe a sé. Siamo gamba contro gamba. Mi accorgo che sono tutta rossa in viso: un pomodoro è più pallido di me. Non sono abituata a ballare a stretto contatto. Attaccata al corpo di un uomo che mi avvinghia e mi fa girare da una parte all'altra. L'imbarazzo è chiaro sulle mie guance paonazze. Poi, lui è pure carino e questo non aiuta.

La location non è il massimo dello chic. Poche ragazze guardabili (e scortate). Tante bruttone strizzate in abitini di un paio di taglie in meno rispetto a quelle che dovrebbero indossare, con le cuciture in tensione, in fase di strappo, e le forme compresse per apparire più snelle e procaci. Le osservo e penso che siano volgari. Troppo trucco. Lo stile? Quello delle shampiste di periferia.

Al confronto, io e la mia amica sembriamo due miss di gran classe. Forse per questo motivo qualcuno si avvicina per chiedermi di ballare. "Non sono capace - rispondo -: è la mia prima volta". Non importa, mi fanno ballare lo stesso e continuo a sorridere e divertirmi.


23 marzo, 2015

Ci serve qualche lezione d'inglese


Promozione. Come farci ridere dietro dagli stranieri
. Semplice: dimostrando di non conoscere l'inglese. Basta guardare i cartelloni di Expo per vedere subito un errore clamoroso. Un "But" al posto di un "Buy". Come se fosse la stessa cosa.

Quando ho visto la foto del cartellone (un successone su Facebook) non ho trattenuto le risate. Fino alle lacrime. Ho pensato all'ironia degli stranieri a Milano. Giustamente. E ho segnalato lo strafalcione ai miei amici che hanno commentato in modo colorito, tra l'indignazione e la barzelletta.

Non so quanto il cartellone sia rimasto in posizione con la T al posto della Y. Qualcuno se ne è accorto e ha provveduto a rimediare. Come? Ristampando tutti i cartelloni sbagliati? Macché, troppo lavoro. Il "refuso" è stato sistemato incollando un adesivo con la Y al posto della T. 

La voglia di tirare via l'adesivo con la Y è forte. Mi tratterrò.  Per il bene di Milano e dall'esposizione.

20 marzo, 2015

Mi vesto come mi pare: da baby


Le regole del look non vanno ignorate. A una certa età - diciamo sopra i 40 - il guardaroba deve riflettere la maturità di una donna. Questione di stile. O ti adegui o appari ridicola. Perfetto: voglio apparire ridicola. Se mi sento bene con una minigonna comprata in un negozio per bimbe, perché non posso indossarla?

Il primo errore di una quarantenne è la lunghezza dei capelli. Quando compaiono i primi fili bianchi è meglio accorciare la chioma. I capelli lunghi traggono in inganno, come ricorda un detto: "Dietro liceo, davanti museo". E anche qui, mi scontro con il bon ton. Se vado dal parrucchiere una volta l'anno è già troppo (giusto per sistemare le doppie punte). Adoro portare la coda e a volte esco addirittura con le trecce. Vuoi mettere un bel paio di trecce sotto un Panama? E' irresistibile. 

Il secondo sbaglio è una mise troppo giovanile. Via libera al jeans, ok la camicina a fiori, o colorata, un po' baby. No al maglione tutto fantasia. No al vestitino cortissimo. No al cappellino di lana da Puffetta. Lo so, non dovrei comprare nei negozi per bambini, ma non mi lascio influenzare dal giudizio degli altri. Se mi sento a mio agio con l'abitino corto, taglia 12 anni, non capisco perché non posso sfoggiarlo. Qualcuno mi ride alle spalle? No problem, almeno regalo momenti di ilarità.

18 marzo, 2015

Tutto torna nella vita


Ci sono cose che non riusciamo a spiegarci. Non subito. Poi, succede qualcosa e capiamo i motivi. Doveva andare com'è andata. Quante volte desideriamo che la vita scorra come vorremmo noi e poi ci amareggiamo perché gli eventi ci sembrano ostili. Ho imparato che tutto ha un senso. Perché se guardo il passato, mi accorgo che alla lunga le situazioni si sono sistemate.

"Si compie la volontà di Dio, non la tua - dice la mamma - ma noi ci ostiniamo a non accettarla". E' vero. Non ci rendiamo conto che un piccolo dispiacere oggi ci risparmia una catastrofe domani. Niente è per caso.

Senza quello che mi è capitato, senza la sofferenza, non avrei mai realizzato il mio sogno professionale. Invece, adesso, eccomi qui. Ascoltata. Stimata. Con un maggiore spazio d'azione. Piena di idee che piacciono ai capi. Impegnata nel lavoro che so fare meglio, in cui riesco a esprimermi senza limiti.

Ho ritrovato la fiducia in me stessa, nelle mie capacità. Le genialate le ho sempre avute, ma il senso d'insicurezza mi ha spesso impedito di tirarle fuori o di condirle con dettagli azzardati. Oggi, non è più così. Sono un vulcano di proposte. Ho talmente tante idee che mi tocca appuntarle per non perderle.

17 marzo, 2015

La presunzione di voler cambiare gli altri


Devi cambiare! Se vuoi piacere a Pinco Pallino, devi cambiare
. Anche no. Non credo che le persone possano cambiare davvero. Al massimo sono in grado di smussare gli angoli. Chi nasce quadrato non può morire rotondo. Il punto è: accettare le persone per come sono. Costa fatica? Sì. Nessuno lo nega. Ma se ci tieni, accetti. Una persona non ti piace? Nessun problema. Non la frequenti. Ma chiederle di essere quello che non è mi pare una pretesa assurda.

Mi sono confrontata con questo discorso tante volte. E ho risposto con una battuta: "Se volevo piacere a tutti, nascevo aumento di stipendio". Non capisco questa esigenza di dover piacere a tutti. No, non m'interessa. Gli amici? Pochi, ma buoni. I veri amici sono quelli con cui non ti devi nascondere, non devi portare la maschera. Ti apprezzano così come sei. Non mi stancherò mai di ripeterlo. Se gli amici non si comportano così, allora non sono veri amici, di conseguenza è meglio perderli che trovarli.

Poi, se una persona cambia e riesce a migliorarsi, a imparare da i suoi errori, va benissimo. Tanto di guadagnato. Ma non deve farlo per gli altri. Come ho scritto tante volte, non sono una santa. Ho il mio bel caratterino... poi se guardi più in profondità ti accorgi che sono generosa, affettuosa, disposta al sacrificio per amore, se è necessario.

Domenica, Don Edo durante la messa ha parlato del corso prematrimoniale. Ha domandato ai ragazzi che si accingono a sposarsi di guardarsi negli occhi e chiedersi: "Tu moriresti al posto mio?". Ecco, di questo sto parlando. Solo chi morirebbe al posto tuo. Solo chi si taglierebbe un braccio per te, ti ama. Il resto è una chiacchiera.

Quando ho conosciuto Luca ho capito subito che aveva problemi relazionali. Mi chiedeva tanto (secondo lui ero io a chiedere), mi chiedeva di non mentire mai, di essere me stessa, mi aveva dato un soprannome senza neanche conoscermi, si comportava da innamorato al secondo appuntamento. E quando mi sono lasciata andare è successo un casino.

Sì, Luca ha problemi. Gli viene un attacco di panico soltanto perché ha sbagliato strada o tu hai detto una cosa che lui non ha gradito. E questa è la punta dell'iceberg. Eppure, sapendo dei suoi problemi, del fatto che sarebbe stato difficile stargli accanto, lo avevo scelto. Mi ero detta: "Ok, sarà dura. Non mollo". Mia madre preoccupata: "Ti porterà nel baratro con lui, lascialo stare". Non ho ascoltato, ci ho provato, ho tentato l'intentabile, credendoci fino in fondo. Fidandomi di lui. Al punto da permettergli di torturarmi, di massacrarmi, senza opporre resistenza. L'ho fatto e non sono pentita.

Perché sono convinta che quando tieni a una persona, la prendi "con tutto il pacchetto", non solo quello che ti conviene. Pregi e difetti. E non cerchi di cambiarla. Se tenti di cambiarla, non la ami veramente. Ami l'idea di quella persona trasformata, non la persona per come è veramente.

Gli orrori di questa società


Prostituta incinta (al settimo mese), i clienti fanno la fila. 

Sono troppo schifata, non commento. Aprite il link e leggetevi l'articolo.