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03 marzo, 2015
Un buon amico ti ama così come sei
Foto tratta da L'arte di non amareggiarsi la vita.
Delle parole nell'immagine apprezzo soprattutto l'ultima frase: " Ricordiamoci che tutti valiamo e che l'unica qualità essenziale è la nostra capacità di amare". Ecco, la capacità di amare. Quella non mi manca, anche quando prendo calci in faccia. Non importa, sono fatta così.
Ma non posso non rimanere delusa quando mi accorgo che un amico se ne frega dei miei successi. O si parla di lui, dei suoi interessi, dei suoi lavori e delle sue passioni, o non esiste altro argomento di discussione. Lui, lui, lui. Sempre e soltanto lui. No, questa non è amicizia. Almeno per come la intendo io.
29 novembre, 2014
La bellezza interiore di Paolo
Conoscere Paolo è stato un miracolo. Ancora non so come ho potuto imbattermi in lui. E' troppo bello e dalla faccia sembra un mascalzone. Ma è più bello dentro che fuori. Sto per scoprirlo. Vinco la paura iniziale, quella della vocina nella testa: "Scappa subito". Invece, rimango a parlare con lui. E' un uomo poco strutturato, s'intuisce. Lui stesso lo ammette. Classe 1974, un po' immaturo, ma ci sta.
Le prime frasi sono impacciate. Non sappiamo da dove iniziare. Cerco di farlo sorridere e mentre parla, inserisco qualche battuta, spingendolo a scherzare con me. Mi segue e continua a raccontarsi. Dall'inizio. Dalla data di nascita. Non tralascia nulla.
E' un piacere ascoltare. Paolo ha voglia di condividere, di farmi partecipe della sua vita, del suo passato. Ha lo humor giusto. Un po' ci prendiamo in giro e ci piace. Dopo ore di chiacchiere confessa:
- Non so perché ho voglia di dirti tutte queste cose. Non mi capita mai - commenta lui.
- Non ti sei accorto? Si è creata una piccola complicità.
- Hai ragione.
Andiamo avanti per ore.
- Con le parole non sempre riesco a esprimermi come vorrei - aggiunge Paolo - sento che vorrei comunicare qualcosa di più e non ci riesco.
- A volte basta guardarsi negli occhi, non sempre servono le parole - gli rispondo.
Con questa affermazione l'ho stupito. Paolo è molto simile a me. Non si vergogna delle sue fragilità: "Ho pianto guardando quel video e per non farmi vedere mi sono chiuso nel bagno dell'ufficio".
E' vero, sincero. Quando gli spiego di aver incontrato persone aride, lui annuisce e aggiunge: "Anch'io".
- Va bene, ti accompagno. Io vorrei vedere McCurry - preciso
- Anch'io. Sei andata alla mostra di Salgado? - continua lui
- Sì, emozionante.
- E' piaciuto tantissimo pure a me.
Adesso, Paolo è a Parigi con gli amici. Mi ha chiesto di andare con lui, ma ho rifiutato: "La prossima volta". La sera, dopo cena, mi scrive per raccontarmi la giornata. Tutto quello che ha visto e fatto. Chattiamo fino a notte fonda. Non so se diventerà un amico o qualcosa di più. Per il momento, dice di essere felice a Parigi. E sono tanto contenta per lui.
Le prime frasi sono impacciate. Non sappiamo da dove iniziare. Cerco di farlo sorridere e mentre parla, inserisco qualche battuta, spingendolo a scherzare con me. Mi segue e continua a raccontarsi. Dall'inizio. Dalla data di nascita. Non tralascia nulla.
E' un piacere ascoltare. Paolo ha voglia di condividere, di farmi partecipe della sua vita, del suo passato. Ha lo humor giusto. Un po' ci prendiamo in giro e ci piace. Dopo ore di chiacchiere confessa:
- Non so perché ho voglia di dirti tutte queste cose. Non mi capita mai - commenta lui.
- Non ti sei accorto? Si è creata una piccola complicità.
- Hai ragione.
Andiamo avanti per ore.
- Con le parole non sempre riesco a esprimermi come vorrei - aggiunge Paolo - sento che vorrei comunicare qualcosa di più e non ci riesco.
- A volte basta guardarsi negli occhi, non sempre servono le parole - gli rispondo.
Con questa affermazione l'ho stupito. Paolo è molto simile a me. Non si vergogna delle sue fragilità: "Ho pianto guardando quel video e per non farmi vedere mi sono chiuso nel bagno dell'ufficio".
E' vero, sincero. Quando gli spiego di aver incontrato persone aride, lui annuisce e aggiunge: "Anch'io".
Paolo sente, non calcola.Prima dei saluti, ci tiene a invitarmi alla mostra di un pittore americano e mi fa vedere la foto di un dipinto. Impressionista. Fantastico.
Vive, non medita.
Si emoziona, non riflette.
Si mette in gioco, non si nasconde.
- Va bene, ti accompagno. Io vorrei vedere McCurry - preciso
- Anch'io. Sei andata alla mostra di Salgado? - continua lui
- Sì, emozionante.
- E' piaciuto tantissimo pure a me.
Adesso, Paolo è a Parigi con gli amici. Mi ha chiesto di andare con lui, ma ho rifiutato: "La prossima volta". La sera, dopo cena, mi scrive per raccontarmi la giornata. Tutto quello che ha visto e fatto. Chattiamo fino a notte fonda. Non so se diventerà un amico o qualcosa di più. Per il momento, dice di essere felice a Parigi. E sono tanto contenta per lui.
Non vuoi la mia amicizia? Pace
I veri sentimenti sono merce rara. Non è facile amare o voler bene a qualcuno. Ma quando ti capita di provare qualcosa, non vuoi rinunciarci. Non puoi avere tutto? Non importa. Le persone care non si perdono. E' questo che ho pensato quando è finita la storia d'amore, con la persona a cui ho perdonato l'imperdonabile.
Non si può stare insieme? Ok. Siamo incompatibili? Ok. Ma perché non essere amici? Da parte mia rimane l'affetto. Gli ho sempre detto: "Se hai bisogno, ci sono, perché comunque ti voglio bene". Mi sono preoccupata per lui. Non ho pensato a tornarci insieme, soprattutto dopo il disastroso weekend alle terme (un incubo). Non ho cercato di ricucire la relazione. Semplicemente, non ho voluto rinunciare alla presenza di una persona cara nella mia vita.
Alla fine, però, ci ho dovuto rinunciare. Lui mi ha trattata male. Nessun rispetto, nonostante abbia detto di volermi bene (falso). Sono rimasta in buoni rapporti con gli altri ex. Addirittura, Paolo, quello piantato all'altare, mi ha fatto il trasloco dopo la nostra separazione. Con Marco - anche lui mi ha mancato di rispetto - ho ripreso il dialogo. I tre fidanzati storici, Paolo compreso, si sono fatti un viaggio per venire al funerale di mio padre. Perché con questo l'amicizia risulta impossibile?
Lui non ha voglia di essere mio amico e non mendico la sua presenza. Mi ha fatto arrabbiare quando mi ha scritto "Non bisogna rimane ancorati a una storia finita". Ancorati? Veramente c'è un'altra persona nella mia vita. Non sono ancorata a nulla. Inoltre, è stato lui a tornare da me, due volte.
Ho sempre offerto soltanto amicizia e disponibilità. Ho cercato di capire e di aiutare, nel mio piccolo. Mi è mancata la comunicazione con lui, questo è vero, non la relazione. Relazione... vabbeh, lasciamo perdere il discorso: rischio di finire in un ginepraio.
Lui è complicato. Non è facile stargli accanto. Eppure, non l'ho mai allontanato. Pensa che lo giudico, quando invece dovrebbe concentrarsi sulla sua vita solitaria e senza affetti. "Io non ti giudico" ha precisato lui. "Ma anche se mi giudichi, che differenza fa? Nessuna. Non cambia nulla". Il punto è un altro. In ogni caso, a lui non interessa la mia amicizia? Pace. Avrà altre amiche che gli vogliono bene. Anche se ci credo poco.
Non si può stare insieme? Ok. Siamo incompatibili? Ok. Ma perché non essere amici? Da parte mia rimane l'affetto. Gli ho sempre detto: "Se hai bisogno, ci sono, perché comunque ti voglio bene". Mi sono preoccupata per lui. Non ho pensato a tornarci insieme, soprattutto dopo il disastroso weekend alle terme (un incubo). Non ho cercato di ricucire la relazione. Semplicemente, non ho voluto rinunciare alla presenza di una persona cara nella mia vita.
Alla fine, però, ci ho dovuto rinunciare. Lui mi ha trattata male. Nessun rispetto, nonostante abbia detto di volermi bene (falso). Sono rimasta in buoni rapporti con gli altri ex. Addirittura, Paolo, quello piantato all'altare, mi ha fatto il trasloco dopo la nostra separazione. Con Marco - anche lui mi ha mancato di rispetto - ho ripreso il dialogo. I tre fidanzati storici, Paolo compreso, si sono fatti un viaggio per venire al funerale di mio padre. Perché con questo l'amicizia risulta impossibile?
Lui non ha voglia di essere mio amico e non mendico la sua presenza. Mi ha fatto arrabbiare quando mi ha scritto "Non bisogna rimane ancorati a una storia finita". Ancorati? Veramente c'è un'altra persona nella mia vita. Non sono ancorata a nulla. Inoltre, è stato lui a tornare da me, due volte.
Ho sempre offerto soltanto amicizia e disponibilità. Ho cercato di capire e di aiutare, nel mio piccolo. Mi è mancata la comunicazione con lui, questo è vero, non la relazione. Relazione... vabbeh, lasciamo perdere il discorso: rischio di finire in un ginepraio.
Lui è complicato. Non è facile stargli accanto. Eppure, non l'ho mai allontanato. Pensa che lo giudico, quando invece dovrebbe concentrarsi sulla sua vita solitaria e senza affetti. "Io non ti giudico" ha precisato lui. "Ma anche se mi giudichi, che differenza fa? Nessuna. Non cambia nulla". Il punto è un altro. In ogni caso, a lui non interessa la mia amicizia? Pace. Avrà altre amiche che gli vogliono bene. Anche se ci credo poco.
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