11 gennaio, 2010

Scoperto un ragno dalle gambe lunghe


Un nuovo ragno dalle zampe lunghissime è stato scoperto in Israele dai ricercatori dell'Università di Haifa. Con ben 14 centimetri di "stacco coscia" detiene il titolo di ragno più grande (di questo tipo) in Medio Oriente.
L'aracnide (nella foto) è stato appena individuato, ma già rischia l'estinzione: il suo habitat, una piccola zona sabbiosa nella regione di Arava, è minacciato dalle coltivazioni. "La scoperta di questo ragno ci obbliga a preservare la duna" dice Uri Shanas dell'università di Haifa.
Questo ragno, che è stato battezzato con il nome di Cerbalus aravensis in onore alla zona, preferisce vivere di notte. La sua tana è un buco nella sabbia protetto da una specie di porta formata da granelli di sabbia "incollati insieme". Secondo Shanas nella sabbia di quest'area potrebbero vivere altri esseri, magari non ancora scoperti. Chissà.

Una cura per gli occhi? L'ombretto


Gli occhi bellissimi Cleopatra li deve al suo ombretto. Il make-up sulle palpebre ha protetto la regina d'Egitto da fastidiosi problemi alla vista, regalandole uno sguardo ammaliante. Più aggiungeva colore alle palpebre, appesantendo gli occhi e caricando il trucco, e più si autoproteggeva dai malanni della retina.
La scoperta pubblicata sul Journal Analitical Chemistry spiega che la causa di questo effetto di protezione era dovuto ad alcuni sali, come per esempio i nitrati, contenuti negli ombretti, sostanze capaci di stimolare il sistema immunitario contro l'aggressione dei batteri. E così quel nero intenso sotto le sopracciglia è stato un elisir di bellezza per la sovrana. Una vera e propria "vitamina C" per la vista. Rughe a parte.

08 gennaio, 2010

Alloggi troppo cari a Milano? Si vive in condivisione

Milano è diventata una città per ultraricchi: se non ha un conto in banca a sei zeri, col cavolo che compri casa all'ombra della Madunina. Anche l'affitto di un monolocale è diventato un lusso, come spiega questo articolo del Corriere, al punto da costringere le persone a condivisioni (forzate) di alloggio.

Dividere casa con estranei non è più un sacrificio da fare negli anni squattrinati dell'università. E' l'esigenza del milanese moderno. Se sei single e con uno stipendio normale potresti essere costretto alla condivisione a vita. Non importa che età hai: 35 oppure 40 anni. Con una busta paga media non puoi pretendere neanche un loculo al Monumentale. E così sei costretto a dividere le mura di casa con altre persone. A meno che non sposi un Paperone o vinci al Superenalotto: entrambi due probabilità molto molto remote.

Oggi sono entrata in un 'agenzia per chiedere il prezzo di vendita di una mansarda di 60 mq in zona Brera. Sottolineo: mansarda, ossia sottotetto. Costo: 390 mila euro. Ma sono pazzi? Neanche fosse ricoperta d'oro. Quando ho detto che il mio budget era molto inferiore e che cercavo comunque qualcosa di piccolo, un mono-micro-locale, mi hanno risposto: "allora dobbiamo spostarci verso via Sarpi". In pratica quello che posso permettermi è un "buco" nella chinatown. Sono abbattuta :-(

06 gennaio, 2010

Il cacatoio di Louis Vuitton


...La vedi quella borsa di Vuitton accanto ai piedi? E' una sacca di contenimento delle feci.

Così Niccolò Ammaniti scrive nel romanzo "Che la festa cominci" (pag. 149), parlando di un personaggio che caca in pubblico in una borsa di Vuitton. Lo scrittore romano cita nuovamente la sacca fecale di Vuitton a pag. 315.

Il messaggio potrebbe essere questo: la griffe francese è così disponibile che farà di tutto per soddisfare i vostri "bisogni", nel vero senso della parola.

Per caso Ammaniti odia Vuitton quanto me? E' probabile. Io, innamorata da sempre delle borse di Vuitton, sono stata tradita dall'azienda da cui ho deciso di divorziare definitivamente. Presto mi butterò su una Bulgari molto sfiziosa.
I commessi di Vuitton devono imparare l'umiltà: non sanno che il cliente ha sempre ragione.

05 gennaio, 2010

Milano, 22 dicembre 2009

Queste le mie foto della grande nevicata a Milano.
Chiunque può scaricarle senza problemi.
















In stazione, al freddo con un costoso biglietto Eurostar di prima classe

Torino, stazione di Porta Nuova, 13 dicembre, ore 14. Temperatura: zero gradi centigradi.
Sto aspettando l'Eurostar per Milano e ho un biglietto di prima classe che costa 32 euro (se non ricordo male). Il treno non è ancora al binario e la stazione è tutta un cantiere: non c'è un posto per riparasi dal freddo.
Vedo una sala d'attesa per i clienti Eurostar e mi rincuoro. Penso: ecco dove posso andare a scaldarmi. Entro nella sala e il dipendente delle Ferrovie mi dice che non posso rimanere lì.
- Ma ho il biglietto Eurostar! Di prima classe! - mi giustifico
- Da adesso non basta il biglietto - mi dice il dipendente FS, per quella sala bisogna avere un tot di punti di non so che...
- Ah
Esco con il volto nero. Incazzata e con i piedi gelati. Altri passeggeri vengono vomitati dalla sala per lo stesso mitivo. Nessuno ha questi fantomatici punti, di conseguenza la sala è vuota.
Morale: se siete alla stazione di Porta Nuova in attesa dell'Eurostar, copritevi bene. Nella sala non si entra. Non importa quanto sia costato il biglietto di prima classe.

Body scanner in aeroporto? Prendo il treno

Al body scanner non ci sto. Non mi va di beccarmi radiazioni inutili. Chi mi dice che alla lunga non facciano male? Per quanto ne so (e ho una laurea scientifica) tutte le radiazioni possono essere nocive e io non desidero rischiare la mia salute.
Se in aeroporto mettono il body scanner, allora mi converto al treno. Il viaggio diventa più lungo, ma almeno ho la certezza di arrivare SANA e salva.

30 dicembre, 2009

Eurostar story

Dopo l'articolo di Repubblica, citato nel post precedente, le Ferrovie dello Stato si sono profuse in scuse formali. Tantissimi i commenti sulla vicenda. C'è anche la testimonianza di un passeggero che dice : E' intervenuto un altro controllore il quale "ha evitato che il ragazzo disabile pagasse la tratta precedente (a suo rischio) e si è impegnato personalmente a comprargli il biglietto in modalità self service senza ulteriori sovrattasse". Lasciare il disabile dove stava costava troppo?

Quel "a suo rischio" mi sembra una presa in giro. Ma quale rischio? I controllori fanno po' quello che gli pare: due settimane fa sull'Eurostar Torino-Milano (13 dicembre AV delle 14,40) una ragazza con il biglietto di seconda classe ha viaggiato in prima classe, grazie al controllore.
FS gli aveva assegnato il posto in una carrozza inesistente. Lei non ne aveva colpa. In ogni caso ha pagato per la seconda, avrebbe dovuto viaggiare in seconda, ma siccome la ragazza era troppo bella (alta, magra, lunghi capelli biondi, sui 25 anni) il controllore l'ha fatta accomodare in prima classe, senza farle pagare un euro di più. A suo rischio.