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15 luglio, 2008

Quesito insoluto

Nell'ultimo incontro della Milanesiana in sala Buzzati sono intervenuti lo scrittore Tahar Ben Jelloun (nella foto sotto), il regista Philippe Garrel e l'onnipresente enrico ghezzi (scrivo il nome a lettera minuscola perché lui desidera così).
Dopo il forfait di Claude Chabrol si è corso ai ripari chiamando in tutta fretta Garrel. E con la new entry è cambiato il tema dell'incontro. Si doveva parlare del quinto elemento - ossia quel fattore da affiancare a fuoco, terra, acqua e aria - invece si è discusso di un altro argomento: Politica, elettroshock del presente.
Alla fine avrei voluto fare la domanda: ok, il tema è cambiato, ma si può sapere qual è il quinto elemento? Così, per curiosità.
Ho chiesto il microfono ma la signorina mi ha fatto cenno che non potevo parlare, "non c'è tempo" mi ha gesticolato.
Chissà quante altre persone avranno lasciato la sala con il mio stesso dubbio. Insomma, qual è questo quinto elemento?


11 luglio, 2008

Elio e i paradossi

L'intervento più divertente di oggi in sala Buzzati è stato quello di Elio, il leader delle Storie Tese. Tema dell'evento organizzato da Elisabetta Sgarbi per la Milanesiana: arte e paradossi, come si legge anche sullo sfondo dell'immagine qui sotto che ritrae Elio (a sinistra) accanto al filosofo Massimo Donà.
Ecco la sua battuta. "Se ci sono i paradossi nella mia arte? Sì. Troppi. Anche se non so che significa 'paradosso'. Qualcuno può spiegarmelo?".
Da applausi.


09 luglio, 2008

La donna della domanda

Ho partecipato a diversi incontri con gli scrittori in sala Buzzati al Corriere della Sera, organizzati da Elisabetta Sgarbi per la Milanesiana. Adoro discutere di letteratura con gli autori, padri dei miei romanzi preferiti.
All'idea di fare una domanda, la prima volta, sono andata in iperventilazione. Ho pensato: e se è stupida? Ma l'ho fatta lo stesso.

A Craig Venter ho chiesto se la genetica che oggi si usa non soltanto in medicina - i ricercatori della Duke University la usano per purificare l'acqua - si potrà impiegare per produrre nuovi carburanti o per abbattere i gas serra.
La domanda è venuta bene, nonostante la voce un po' tremante. Ma Vanter non ha risposto. Si è limitato a dire: I hope.

Rotto il ghiaccio ci ho preso gusto.

La domanda a Patrick McGrath ha avuto un grande successo. Sia McGhath che il premio Oscar William Friedkin mi hanno fatto i complimenti: "Very good question!"
Ecco cosa ho chiesto: I ricercatori dell'Università di Toronto hanno dimostrato che il romanzo dà benefici psicologici. Le capacità empatiche di chi legge romanzi sono superiori a quelle di chi legge saggistica. Quali sono i benefici psicologici dei suoi romanzi?
Lo scrittore ci ha scherzato su, dicendo: diventi migliore, non muori mai.

A Hanif Kureishi ho domandato: qual è la chimica del romanzo che lo rende immortale, attuale anche dopo 20, 30 o 40 anni?
La sua risposta: E' un mistero.

A Peter Cameron invece è toccato l'argomento cultura: Per i nostri nonni il romanzo era un maestro di vita, permetteva di conoscere nuove culture. Oggi che viaggiamo tanto e abbiamo internet, ha ancora senso parlare del romanzo come maestro di vita?
A questo quesito le risposte dei vari personaggi sono state differenti. Per Luigi Brioschi il romanzo non è un mezzo educativo. Per Cameron stimona la curiosità e ti dà la possibilità di notare particolari che magari da solo non prenderesti in considerazione. E' il punto di vista dell'autore che fa la differenza.

Tra poco c'è l'incontro con il premio Nobel Derek Walcott. Vado subito a prepararmi per non arrivare in ritardo. Non so ancora cosa gli chiederò, purtroppo non ho letto nessun suo libro. Ma sicuramente qualcosa mi verrà in mente.


Patrick McGrath mentre mi dedica una copia di "Follia" e mi rinnova i complimenti per la mia domanda: "A very good question!"