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26 ottobre, 2008

Io preferisco Dick

C'è chi ha il colore o il fiore preferito. Chi ha il piatto o lo sport preferito. Chi la musica, l'attore o il cantante preferito. Io ho lo scienziato preferito: Richard Feynman. Per gli amici Dick. Una mente straordinaria sopra le righe, geniale nella fisica come nella vita. Innamorato della scienza come delle avventure. Un esperto di chimica fisica e di marachelle allo stesso tempo. Partecipò al progetto Manhattan fecendo a mano i calcoli per la bomba atomica e scelse di insegnare al Caltech (allora nuovo ateneo senza prestigio), e non a Yale, solo perché a Los Angeles ci sono le belle ragazze. E decise di lavorare all'università di Rio de Janeiro soltanto per poter suonare il bongo nel sambodomo durante il carnevale.
Con una curiosità sfrenata e un senso dell'umorismo da comico navigato, spiegò la "sua" fisica ai grandi come Einstein, Neumann, Fermi e Pauli, dopo averne scassinato le casseforti personali di Los Alamos.
Questo era Dick, premio Nobel per la fisica nel 1965 e "psichicamente deficiente" per l'esercito americano che con questa definizione lo scartò alla leva.
Oggi ho visto la fiction su Einstein. Mi piacerebbe vederne una su Dick. Certo, la fama di Feynman non è così elevata in Italia. Anche se alla Nasa ancora ricordano il suo passaggio, quando scoprì che lo shuttle era esploso nel lancio a causa di una guarnizione difettosa.
Dick non è famoso come Albert, ma sono sicura che la sua vita rocambolesca trasformata in film saprebbe strappare risate e sorrisi.