Non puoi andare a Los Angeles e perderti l'occasione di incontrare Keanu Reeves, l'uomo più bello del mondo. E così, quando sono stata a LA, ho deciso che non potevo partire senza averlo visto di persona. Ho pensato: basta passare sotto casa sua (vedi foto), sulla collina di Hollywood, e con un po' di fortuna c'inciampo. Magari. Ho visto Keanu di sfuggita, per caso. Ero a piedi su Doheny Drive, a Beverly Hills, e lui sfrecciava sulla sua romboante Norton. Facile da riconoscere. Non lui, la moto.
L'ultimo giorno a Los Angeles, non essendo riuscita a beccare Keanu da nessuna parte (speravo nel party di Tarantino), ho deciso di fare una cosa folle: l'ho aspettato sotto casa. La sua villa (ora in vendita) è proprio lungo il viale. E il portone (con citofono a combinazione, per cui se non sai il codice, non suoni) dà sulla strada. Ho parcheggiato l'auto vicino al portone. Proprio lì, dov'è piazzato un cartello "No parking".
Gli agenti di sorveglianza sono passati diverse volte a controllarmi, ma non si sono mai avvicinati. Sono scesa dall'auto per farmi osservare bene dalle guardie. Magrina, carina, vestita by Italian Style. Hanno capito che sono innocua e mi hanno lasciata stare in quel punto di "No parking".
Ho atteso 4 ore. Ne ho approfittato per aggiornare il diario di viaggio. E poi, finalmente, Keanu si è palesato. E' tornato a casa sulla sua moto. E' arrivato alle mie spalle, da dietro l'auto, e sapendo che in quel punto non si può parcheggiare, si è affiancato al veicolo per vedere dentro. Che cosa è successo? Ci siamo guardati negli occhi a distanza ravvicinata. Non so, 30 centimetri? Separati soltanto dal vetro. Uno shock. Lui è sembrato basito.
Non si è fermato. E' andato oltre, fino al garage, e ha temporeggiato con il telecomando. Sono scesa dall'auto e ho pensato: Se si volta verso di me, mi avvicino. Non si è voltato e allora sono andata via.
Il giorno dopo, prima del volo, sono passata alla libreria di Sunset Strip a prendere un romanzo per Keanu. Ho comprato Invisible di Paul Auster. Il libro è bellissimo - l'ho letto - e il titolo è tutto un programma. Mi rappresenta. Sono invisibile. Sul libro, nella pagina della dedica, ho scritto qualcosa del genere che mi dispiaceva di avergli fatto la posta sotto casa, che volevo soltanto incontrarlo almeno una volta nella vita, che stavo per ritornare in Italia e gli auguravo tutte le cose belle del mondo. Ho inserito il mio biglietto da visita e ho infilato il libro sotto il cancello. Chissà se lo ha letto.
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28 novembre, 2014
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