09 aprile, 2008

Buon compleanno a Giovanni Allevi


Oggi Giovanni Allevi spegne 39 candeline. Faccio gli auguri al mio compositore preferito mettendo online il questionario di Paolo Di Stefano - liberamente ispirato al famoso gioco di Marcel Proust - pubblicato sulla rivista Io Donna del 5 aprile.

Risponde: Giovanni Allevi


Il tratto principale del suo carattere?

Sono sincero. A volte così vero da rendermi vulnerabile.
La qualità che preferisce negli altri? L'essere se stessi.
Quel che apprezza negli amici?
La capacità di continuare a vedermi il Giovanni di sempre.
Il suo principale difetto?
Non riesco a vivere con tranquillità la quotidianità.
La sua occupazione preferita? Scrivere musica. Suonare la mia musica. Nient'altro.
Il suo sogno di felicità? La vita che sto vivendo adesso, senza certezze e indefinita ma con poesia e gioia.
Il momento della sua vita in cui è stato più felice? Quando a Shanghai ho visto per la prima volta un auditorium pieno di gente arrivata per me.
La paura maggiore? Il vuoto di memoria durante l'esecuzione al pianoforte. Può essere causato da un colpo di tosse, da una nota non ben accordata o da un mio capello caduto sul tasto. Per una frazione di secondo, ho la spaventosa sensazione di non aver mai visto un pianoforte in vita mia.
Cosa possiede di più caro? Non ho rapporto con gli oggetti. Credo che limitino la nostra libertà. Con gli occhi della musica, non ci sono oggetti solidi ma solo entità fluide in continuo movimento.
Che cosa le è riuscito meglio nella vita? Una volta ho provato a fare un ciambellone e mi è uscito meravigliosamente al primo colpo!
Quale sarebbe la disgrazia più grande? Che le nostre paure offuschino i nostri sogni.
Quel che vorrebbe essere? Non mi scambierei con nessuno al mondo.
Il paese in cui vorrebbe vivere? Dove vivo, nel mio piccolo bilocale al centro di Milano.
Il fiore preferito? La magnolia per il petalo carnoso, il tiglio per il profumo.
Autori preferiti in prosa o in poesia?
Coelho e Carducci.
L'eroe della finzione? Dylan Dog.
Il suo pittore preferito? Klimt.
Film cult? Guerre Stellari, primo episodio.
Canzone che fischia più spesso sotto la doccia? Il Concerto branderburghense in Sol maggiore di Bach.
La bevanda preferita?
Vino rosso frizzante ghiacciato, con aggiunta di zucchero. A piccole dosi!
Se dovesse cambiare qualcosa nel suo fisico, cosa cambierebbe?
Essendo la mia postura curva sui tasti, a volte si forma il doppio mento. Ho scoperto che i più grandi pianisti, anche del passato, hanno avuto la mia stessa ossessione.
Quel che detesta di più? Chi denuncia la decadenza dei nostri tempi, generalizzando una povertà intellettuale che è solo nella loro testa.
Il dono di natura che vorrebbe avere? Credo ci essere perfettamente predisposto fisicamente per ciò che faccio: dita lunghe e muscolatura elastica.
Come vorrebbe morire? Di risate.
Stato d'animo attuale? Stupore di fronte al mistero dell'esistenza. Riconoscenza per l'affetto che sto ricevendo.
Le colpe che le ispirano maggiore indulgenza? Spesso ci si rimprovera di essere contraddittori, confusi, divisi, o non in grado di amare. Ma tutto ciò fa parte della natura umana.
Il suo motto? "Quando fai le cose con il cuore, le porte si aprono e l'universo trama in tuo favore".

08 aprile, 2008

La cura del caffè


Volevo una scusa per bere caffè a go go e l'ho trovata! Finalmente qualcuno afferma che il caffè non solo fa bene, ma addirittura funziona come un farmaco per prevenire la sclerosi multipla: bere dalle sei alle otto tazze al giorno ci protegge dal contrarre la terribile malattia. Questo è quanto dicono i ricercatori della Cornell University (foto) che hanno testato la bevanda sui topi.
Ancora nessun risultato scientifico sull'uomo. Adoro il caffè... quasi quasi mi prenoto per partecipare alla sperimentazione.

Appunto sul gaffeur Luca Luciani


La notizia di oggi dovrebbe essere il messaggio di scuse di Luca Luciani (foto) ai dipendenti Telecom per l'errore storico su Napoleone e "il suo capolavoro strategico a Waterloo". Paura di perdere il posto?
A mio parere invece la notizia (scandalosa) è un'altra, ossia la cifra guadagnata annualmente da Luciani: ben 900 mila euro più robuste stock options (fonte Dagospia). Con questo po' po' di euro incassati non sarebbe il caso di investire qualcosa per fare un bel corso di storia?
Intanto il dirigente è già tornato sul palco a parlare con i dipendenti del settore vendite che gli hanno tributato una lunga standing ovation.

07 aprile, 2008

Verso l'out del ritocco?


La recessione dell'ecomonia Usa costringe gli americani a risparmiare. E i primi tagli alla spesa a stelle e strisce riguardano i ritocchi estetici, non certo necessari come il pane o il latte. Addio ai botox party? Forse. Se mancano i soldi meglio stringere la cinghia mangiando di meno che spendere per una liposuzione. Tempi duri per i chirurghi plastici, costretti a saldi fuori stagione. La rinuncia del silicone per mancanza di fondi non sconvolge gli animi della gente comune, quella biodegradabile al 100%, per intenderci. Ma non facciamone un dramma, anzi, approfittiamo dell'abbandono del ritocco per lanciare la moda della naturalezza. La moda delle rughe ben portate, dei capelli bianchi, dei seni molli, delle zampe di gallina affascinanti. La moda di chi ha il coraggio di amare il proprio corpo così come è nato. Un consiglio a tutte le rifatte: smettete di aggiustare il vostro corpo! Non è mai stato rotto.
Nell'immagine: Serena fotografata da Gino Quattrocchi

04 aprile, 2008

Ecco il Luca Luciani pensiero

A volte ritornano. Ecco nuovamente su Yuotube il video del manager rampante con troppo "cazzo" in bocca e a digiuno di storia

Il Luca Luciani show rimosso da Youtube


Le stupidaggini dette in pubblico da Luca Luciani (foto), general manager di Telecom Italia, sono state rimosse dal sito Youtube. Al dirigente avrà dato fastidio il successo di contatti sul suo video, ben 17600, e l'esagerato numero di commenti: 350 in un solo giorno.
Riprendo una lettera pubblicata sul sito Dagospia che spiega l'accaduto. Ricordando che la notizia è apparsa su Repubblica online, è stata data da Striscia la notizia e ha fatto guadagnare a Luciani un posto su Wikipedia.


Carissimi, fino a questa mattina in rete circolava un video. Il Direttore Generale Telecom Italia, Luca Luciani, parla ad una platea dicendo che Waterloo è stata una grande vittoria di Napoleone, motiva tanti giovani manager chiedendo loro di non farlo incazzare per favore, e si esprime dicendo "cazzo" ogni tre parole. Sfortunatamente chi avesse ripreso il video, per puro divertimento, sul proprio blog, si sarà accorto che dalle 12 di questa mattina il video non esisteva più. E' durato poche ore."Questo video è stato rimosso a causa della violazione dei termini e condizioni d'uso" dice l'avviso su You tube.In realtà il video testimoniava solo una simpatica, ma molto arrogante, confusione tra Austerlitz e Waterloo e un giovane manager molto rampante, molto ricco, molto romanesco con il vezzo di dire cazzo ogni tre parole. Almeno, fino all'intervento di Telecom Italia.
Enrico

03 aprile, 2008

Fuoco sì, ma senza fumo né fiamme


Il sogno di ogni ecologista: ricavare energia a basso impatto ambientale. Energia senza gas nocivi? Non proprio. Non è possibile eliminare tutte le sostante tossiche che si sviluppano durante la combustione - anidride carbonica in testa - ma è già un successo sopprimerne alcune di particolarmente dannose per la salute, come gli ossidi di azoto. A ottenere energia attraverso la combistione senza fumo né fiamme, che non immette i gas dell'azoto nell'atmostera, è stato un gruppo di ricercatori mediorientali guidati da Mohamed Sassi del Petroleum Institute di Abu Dabi. “L’energia è stata usata per avviare le turbine industriali a gas” spiega Sassi.
Il vantaggio principale di questo tipo di combustione – chiamata in modo tecnico ossidazione senza fiamma (FLOX) – è appunto la riduzione delle emissioni di azoto, precisamente di tutti gli ossidi NOx. La ricerca, pubblicata sulla rivista Inderscience, indica che durante la combustione si consuma poco ossigeno e al tempo stesso si raggiungono temperature elevate, per cui il processo è efficace almeno dal punto di vista energetico.
La reazione è spontanea e progredisce in maniera silenziosa, ossia senza i segni visibili (fiamme e fumo) e il rumore (una sorta di scricchiolio) caratteristici di un rogo. Ma il metodo va ancora perfezionato. “L'obiettivo principale del nostro studio era fornire una comprensione dei processi fisici e chimici fondamentali che si presentano durante la combustione del gas a temperatura elevata con un basso contenuto di ossigeno dell’aria" commenta Sassi. Se è vero che durante la combustione senza fiamme a alta temperatura (e alta pressione) si riducono le emissioni di NOx allora la reazione potrebbe essere usata per ricavare energia senza favorire l’inquinamento.

02 aprile, 2008

Umberto Eco e le dieci tombe


Secondo Umberto Eco (foto) per cambiare l'Italia devono morire dieci anziane persone. Come se lui fosse un ragazzino. Riprendo e pubblico un articolo del Riformista (estratto dal sito Dagospia) che commenta le affermazioni choc dello scrittore rilasciate al giornale El Pais.


di Luca Mastrantonio
In Italia devono morire una decina di persone perché ci sia un vero ricambio generazionale, è un fatto biologico. Parola di Umberto Eco. Potrebbe un macabro gioco di società sembrare una battuta auto-ironica, visto che il professore-scrittore mondiale, serioso e goliardico, ha 76 anni. Portati benissimo, per altro, vista la performance al Nuovo Auditorium. Ma l’opinione di Eco va presa con grande cautela, visto che è una risposta, alla domanda sul “futuro italiano”, incastonata tra quella contro Berlusconi e una riflessione, ambigua, sulle Brigate Rosse.
Il futuro italiano? “Dipende dal fatto che muoiano una decina di persone che ormai sono molto grandi. È un fatto biologico. Dovrebbe arrivare una nuova classe politica. Siamo il paese con la classe politica più anziana del mondo”. Così Umberto Eco, intervistato qualche giorno fa, a Milano, da Juan Cruz, per lo spagnolo “El Pais” e l’argentina “Pagina/12”. Alla domanda perché Berlusconi vincerà ancora, Eco risponde. “Perché dice che non si devono pagare le tasse! Lui promuove la mancanza di senso dello Stato perchè non ce l’ha. Berlusconi è riuscito a istaurare un tipo di potere fondato nella sfiducia verso la magistratura e la giustizia, per cui può governare anche se ha processi in sospeso. Berlusconi non è l’effetto in questo caso, ma è la causa. Ha fatto delle leggi per permettere a chi è processato arrivare in Parlamento, e attacca continuamente la magistratura. Berlusconi ha potuto arrivare al governo attaccando le forze dell’ordine, stimolando gli istinti più bassi dell’italiano medio. E adesso è vicino ad avere il potere un’altra volta”.
E fin qui, sembra la classica intervista intrisa di antiberlusconismo – senza la solita sottigliezza sull’“ur-fascismo” del Cavaliere – ma poi, dicevamo, alla domanda sul futuro dell’Italia, risponde con qualcosa che sta tra il modello di “Dieci piccoli indiani” e un macabro “devono morirne dieci per svezzarne cento”. A propendere per la prima ipotesi, c’è la passione di Eco per i giochi letterari e la trama del giallo di Agata Christie, che ben si presta al gioco: avrà immaginato Berlusconi e altri politici “stagionati” nella villa di Nigger Islan.
Certo, De Mita insegna che l’età politica non è quella biologica e in politica ci possono essere mille vite. Ma i “dieci piccoli indiani” di Eco potrebbero diventare un cattivo gioco da salotto buono: scegliere i dieci nomi che dovrebbero venire meno per fare spazio ai nuovi.